Negozi : a Roma chiudono in tremila

gennaio 21, 2010 · Archiviato in Risparmio 
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Negozi : a Roma chiudono in tremilaQuesto è il triste bilancio fatto dalla Confesercenti di Roma e Lazio, che punta il dito sul problema «principe» del settore cioè: canoni raddoppiati, a volte triplicati, dal 2003 ad oggi, e molte aziende costrette a chiudere o a cedere la licenza. Di questo passo un migliaio di altre attività rischiano di fare la stessa fine entro il primo semestre del 2010. Non sono infatti bastati i saldi anche se sono partiti bene, che all’orizzonte del commercio si riaffaccia il grande problema degli affitti soprattutto per le attività più piccole, già gravemente colpite dalla crisi economica dell’ultimo anno. L’anno nuovo, infatti, è iniziato e si calcola che centinaia di attività al dettaglio andrà soggetto al rinnovo di contratto e vedrà richiedersi un canone di locazione sicuramente più alto. Al centro, ma anche in periferia gli affitti sono il più delle volte proibitivi.

La Confesercenti a questo proposito, ha stimato che solo nell’ultimo anno almeno il 25% dei commercianti è andato incontro al turn-over e il comparto in questo senso è sempre più «penalizzato» ed è proprio il settore dell’abbigliamento quello dove si è concentrato anche il numero più alto di fallimenti.

La situazione non migliora anche nei centri commerciali. Anzi. Sono centinaia i commercianti che si trovano a dover «sopportare» canoni elevatissimi e che magari hanno firmato un contratto di affitto ancora prima che il centro commerciale venisse inaugurato per poi trovarsi uno o due anni dopo a pagare lo stesso canone, ma con una situazione economica e sociale del tutto diversa.

E sempre in crisi per colpa del caro affitti ci sono anche le botteghe storiche della Capitale. L’allarme lo ha lanciato più volte la Cna di Roma chiedendo (e ottenendo dal Comune di Roma) una tutela per le attività più antiche particolarmente esposte con la crisi a chiusure e fallimenti.

Per esempio ha abbassato le saracinesche la cappelleria «Radiconcini», in via de Corso dal ’32, lo storico guantaio napoletano Merola, in attività dal 1850, o ancora stessa sorte è toccata alla maglieria in via di Santa Chiara e al gioielliere «Massari» tra il Corso e via Condotti.

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