Regali 2009: a Roma forte crisi
Nella maggior parte dei casi i regali per questo Natale 2009 appena passato sono stati : pochi, piccoli e utili.Soddisfatti quelli che volevano risparmiare sui regali, disperati invece i commercianti romani. Per loro, il bilancio del Natale è assolutamente negativo. Come stranegativo è il segno sulle vendite dei capi d´abbigliamento e accessori, ovvero scarpe e borse. Con un 30 per cento in meno rispetto a quelle dello scorso anno.
«Colpa dei saldi fissati al 2 gennaio – dice Valter Giammaria della Confesercenti – Una follia. Potendo comprare al 50 per cento tra una settimana la gente ha spostato i propri interessi in altri settori. E anche la Ztl che il Campidoglio ha chiuso fino alle 20, rendendo il centro off limits agli acquisti, non ci ha certo aiutato. Senza parlare dei cortei e dei sit in che ci avevano assicurato sarebbero stati vietati. E così non è stato». Anche per Cesare Pambianchi la partenza anticipata degli sconti è stata deleteria. «In più molti commercianti hanno fatto i furbi saldando sottobanco nelle settimane precedenti al 25. E questo non ha aiutato nessuno. Stavolta persino le grandi griffe si sono adeguate al “giochino”».
Che la crisi abbia congelato qualsiasi voglia di shopping, è testimoniato anche dai cesti natalizi, tipico regalo da fare che chi deve sdebitarsi per qualche favore fatto. Trenta per cento in meno anche in questo caso. A confermarlo è stato Alvaro Gargani, titolare di uno dei più gourmet tra i negozi romani. A viale Parioli. «Sarà perché le banche hanno bloccato i crediti alle imprese – ma mai come quest´anno sono mancati all´appello i cesti aziendali. Ne abbiamo confezionati un 30 per cento in meno. E chi ce li ha ordinati è stato attentissimo al budget, limitato naturalmente». Però, anche se molti di meno, i regali si sono comunque fatti. Altrimenti non si spiegherebbe quell´ingorgo perpetuo che negli ultimi giorni ha tenuto la Capitale sempre bloccata. Chi si è messo alla ricerca del “pensiero” giusto, però, nella maggior parte dei casi non ha mai abbandonato il proposito iniziale: «Cerchiamo di risparmiare». Un proposito che ha fatto bene alla cultura, tanto che la vendita di libri ha raggiunto un 3 per cento in più rispetto al Natale scorso. E bene sono andare anche le vendite dei dvd. Voglia di leggere e vedersi un film? Può darsi, anche se l´elemento prezzo ha avuto sempre la maggiore anche in questo settore.
Le calze ad esempio, sono andate a ruba. «Quanto vendiamo? Tantissimo», dice la commessa di GoldenPoint a piazza della Balduina mentre mostra un paio di “parigine”. E il costo massimo per un articolo, in questo negozio tutto collant e calzini, è di 10 euro e 90. Non solo autoreggenti. Da scartare sotto l´abete ci sono stati tanti tanti guanti e cappelli, forse per il freddo della scorsa settimana. E poi anelli, collane e orecchini. Di bigiotteria, chiaramente. Ma questo del 2009 sarà ricordato come il Natale del digitale. Grazie all´addio all´analogico, i televisori di nuova generazione sono andati veramente a ruba. E decoder, antenne ballerine e doppi telecomandi, sono finiti in cantina.
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