Roma : ancora crisi per i commercianti
Ogni via della Capitale, come già abbiamo affermato più volte in questa sede, conta i propri sconfitti e le serrande chiuse per crisi, aumentano sempre di più anche dopo pochi mesi di attività.
Negozi a tempo, si potrebbero definire, come i contratti, ma a differenza dei Temporary Shop (negozi aperti per la vendita di una sola collezione o brand in media per un mese), si tratta di negozi al dettaglio presto chiusi poiché sull’orlo della bancarotta, complici sicuramente, gli aumenti degli affitti commerciali e la crisi delle vendite conseguita alla recessione economica. Sono già tremila i negozi chiusi a Roma dall’inizio di quest’anno ad agosto ed altri tremila rischiano di fare la stessa fine entro dicembre, mettendo a rischio 20 mila posti di lavoro, stima la Confesercenti di Roma e Provincia. Settantamila i negozi chiusi in Italia, soprattutto a conduzione familiare. Resistono solamente, le grandi catene ma questa situazione non è positiva soprattutto per gli anziani, che hanno difficoltà a raggiungere le grandi superfici o i centri commerciali situati in periferia o fuori città.
Il presidente dell’Aprida – l’associazione delle imprese del dettaglio alimentare di Confcommercio Roma – Francesco Fabbi, conferma l’arresto della caduta libera dello scorso anno e parla di un + 1,2% di vendite in questo avvio di stagione autunnale: “Mi auguro però – dice Fabbi – che questa piccola schiarita non abbia un carattere solo congiunturale ma piuttosto strutturale, che sia sostenuta cioè da una vera inversione di tendenza della nostra economia”.
Dello stesso parere anche il presidente dell’Upvad – l’associazione Operatori su Aree Pubbliche aderente a Confcommercio Roma – Franco Gioacchini: “Possiamo parlare in questi ultimi due mesi di una modesta e lenta ripresa. Lo scorso anno rispetto al 2008 le vendite erano scese del 10%, bene, ora non siamo più in picchiata e abbiamo avuto una risalita dell’ordine del +1 – 1,5% nel mese di ottobre.”
Situazione alquanto negativa anche per il fatturato nel settore delle cartolerie: “Da gennaio a giugno 2009 i conti si sono chiusi sempre col segno negativo. Da luglio abbiamo ricominciato a tirare un sospiro di sollievo, i consumi si sono nuovamente attestati sugli stessi livelli del 2008 e anzi a settembre, complice l’avvio del nuovo anno scolastico, hanno raggiunto quelli del 2007 (ultimo anno positivo per il commercio), dichiara il vicepresidente dell’Assocart –Confcommercio Roma, Matteo Roccas, titolare di una cartoleria nel centro storico di Roma. Trend più che positivo invece per l’ unico settore che sembra non conoscere crisi e cioè quello elettronico, complice anche l’avvio della tv digitale, di qualche settimana fa.
Pubblicità
Commenti
Lascia una risposta








