Roma: la crisi per i commercianti continua
Roma, vive la crisi, questo già lo avevamo anticipato qualche giorno fa, affermando che neanche i saldi avrebbero potuto sistemare una situazione già in parte compromessa, ed ecco quello che sta succedendo nella Capitale. Per esempio, è stato chiuso il piccolo alimentari di via Tuscolana, poi la sartoria a conduzione familiare in viale Marconi che non ce l’ha fatta a reggere la concorrenza di quell’ «orlo e riparazioni in pochi minuti», aperto solo due mesi fa a pochi metri dal vecchio laboratorio. Chiuso anche il negozio di abbigliamento per bambini in via Boccea. Migliaia sono i negozi, circa 6 mila stima la Confesercenti provinciale, che potrebbero chiudere entro la fine dell’ anno se le cose non cambiano in qualche modo.
Quattro mila attività artigianali, prevede invece la Cna di Roma, si troveranno da settembre in piena crisi di liquidità. Potrebbero così chiudere alimentari, bar, negozi di abbigliamento, botteghe artigianali e attività storiche come oreficerie, negozi di ceramica, moda, restauro, autoriparazione. Ma in giro si vedranno sempre meno botteghe di frutta e verdura, meno macellerie, meno negozi di scarpe, ferramenta e perfino giocattoli, che non riescono più a reggere la concorrenza delle grandi distribuzioni, gli affitti troppo alti rispetto ai bilanci sempre più fallimentari.
Le chiusure, prevedono le associazioni di categoria, interesseranno un po’ tutte le zone della città, partiranno dal centro per poi estendersi anche nelle zone a più alta concentrazione di attività commerciali: come per esempio possono essere: viale Marconi, via Tuscolana, via Appia, viale Europa, via Boccea. Tra i Municipi più a rischio c’è il IV, qui, già nel 2008 hanno chiuso 250 negozi tra Montesacro e Talenti. Il piccolo negozio di abbigliamento è sicuramente poi , una di quelle tipologia a rischio chiusura un po’ su tutto il territorio capitolino, e questa situazione riguarda il centro come le zone più periferiche.
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