Roma : boom per il commercio equo solidale e “bio”

luglio 3, 2009 · Archiviato in Risparmio 

Il commercio equo e solidale resiste alla crisi economica che colpisce anche la Capitale. Se i piccoli esercizi commerciali sono in affanno, le “botteghe del mondo” si radicano sul territorio, hanno una diffusione capillare, e si organizzano in cooperative.

Queste, vendono cibo più che artigianato, ma anche cosmetici, abbigliamento, nonchè  caffè, tè, cioccolata, zucchero, biscotti, snack, dessert, riso, cous cous.
Questo rimane ancora soprattutto un commercio tipico dei paesi del sud del mondo, con caratteristiche di trasparenza e non-sfruttamento, la merce è  venduta a un prezzo giusto grazie a un´alleanza tra produttori e consumatori finali, per di più certificati spesso “bio”.
In questo  settore si affermano nuove tendenze come per esempio,  le macchinette di caffè e snack equosolidali. Pangea-Niente Troppo, che con la cooperativa ComEs è in testa alla classifica regionale per fatturato e numero di punti vendita, solo a Roma ha già  100 macchinette distributrici, che si trovano nelle sedi istituzionali e negli uffici.

Per  quanto riguarda invece per cosmetica e detersivi un prodotto su dieci acquistato è bio ed equo,  basti pensare che le attività legate al commercio equo e solidale nel Lazio hanno un giro d´affari che supera i 3 milioni di euro, che si è allargato in pochi anni: rispetto al 2005 infatti è aumentato dal 30 al 50%.
Il segreto di tanto successo a dispetto della congiuntura economica, lo chiarisce Gaga Pignatelli, presidente dell’ Agices, l’ associazione di categoria delle organizzazioni di commercio equo e solidale : «L´acquisto dei prodotti equosolidali è una scelta etica e di qualità, dettata anche da una maggiore consapevolezza dei consumatori rispetto ai rischi legati al cibo. Se prima erano soprattutto donne con un livello di istruzione superiore le acquirenti di questi prodotti, la diversificazione dell´offerta permette di intercettare un pubblico trasversale». E afferma ancora: «Se si preferiscono questi prodotti, anche se si riduce la disponibilità economica, difficilmente si rinuncia all´acquisto».

Oggi la realtà dell´equosolidale nel Lazio,  è formata da 30 organizzazioni che gestiscono più di 40 botteghe. A Roma ce ne sono 25: nell´ultimo anno hanno avuto molti più clienti rispetto al passato ed il  fatturato è cresciuto almeno di un terzo.

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