Lazio: povera 1 famiglia su 2

luglio 16, 2009 · Archiviato in News, Risparmio 
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Nel Lazio una famiglia su due non vive più nel benessere come faceva prima ma accusa sempre di più la crisi economica. Un impoverimento a cui si accompagna una forte diminuizione dei consumi, che pone il Lazio,  all’undicesimo posto tra le regioni italiane e al di sotto della media nazionale, mentre oltre un quarto del reddito regionale è nelle tasche del 5% della popolazione. È proprio l’acuirsi della diseguaglianza sociale il dato più allarmante che emerge dall’indagine sulla condizione economica e sui bisogni delle famiglie del Lazio condotta dall’ Eures (ricerca condotta a marzo su un campione di 2.005 famiglie) e presentata dal presidente dell’Upi, Edoardo Del Vecchio, e dal presidente dell’Eures Fabio Piacenti.

Il divario sempre più crescente tra redditi alti e bassi è la priorità su cui intervenire sia per il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che per l’assessore regionale agli Affari Istituzionali, Daniele Fichera.
L’anomalia del Lazio, con Roma che rappresenta il 90% del dato economico generale, sta nel fatto che la regione detiene il primato della concentrazione della ricchezza. Un dato rilevante dal momento che il Lazio e la Capitale si posizionano in Italia al quarto posto per il reddito medio familiare (31.145 euro a fronte dei 28.552 della media nazionale).
Quello che preoccupa di più  la regione, sono le famiglie monoreddito dove si registra «un impoverimento della classe media e un aumento della ricchezza riservato a una quota contenuta di famiglie agiate». Ma come hanno reagito i romani alla crisi? Spendendo meno per elettrodomestici e servizi per la casa (-17,7%), beni e servizi (-5,8), abbigliamento (-5,6) e tempo libero (-9,8%).
L’unico settore col segno più è quello alimentare (1,2%). Ad accompagnare la discesa dei consumi è il calo degli investimenti delle famiglie con l’indebitamento (20.990 euro in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente) che resta superiore alla media nazionale (18.960 euro) con il livello più alto proprio a Roma (23.432 euro). Una crisi che si concentra soprattutto nei piccoli centri urbani. Come ha sottolineato l’assessore Fichera le maggiori difficoltà si registrano nei centri con popolazione tra 15 e 50 mila abitanti. «Ci sono aree più critiche di altre – ha detto Fichera – che hanno avuto un recente incremento demografico e che risentono di una diseguaglianza che non è solo tra classi di reddito ma anche territoriale».

E per uscire dalla crisi i romani, hanno indicato quello che a parer loro andrebbe fatto per cercare quantomeno di arginare la situazione attuale e cioè : occupazione al primo posto, seguita poi  dalla richiesta,  poi maggiore sicurezza e legalità, visto anche quello che succedendo attualmente.
Mentre una fetta rilevante dei cittadini (28%) chiede un miglioramento della viabilità, cruccio perenne per chi vive nella Capitale. Ma c’è anche chi continua ad aver fiducia :  questi sono i giovani che sperano ancora in un futuro migliore.

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