Vita “Low Cost”: risparmiare senza rinunciare.

maggio 1, 2009 · Archiviato in Risparmio 
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Non è detto che la parola risparmio sia necessariamente collegata alla parola rinuncia. Per stare attenti alle spese ed affrontare nel nostro piccolo la crisi che ci colpisce, a volte basta solo qualche accorgimento in più. Spesse volte abbiamo ripetuto e non ci stancheremo mai di farlo, di cercare di evitare il più possibile gli sprechi, dare sfogo, per esempio, alla fantasia, utilizzando il fai-da-te. Sferruzzare a maglia, creare gioielli e quant’ altro non sono più solo passatempi, ma anche terapie contro lo stress e il carovita.

Così come produrre a casa propria conserve, distillati, ma anche un elemento base della nostra tavola come il pane, che di questi tempi può arrivare a costare anche 5 euro al chilo. Poi si possono scegliere, vacanze alternative, parrucchieri low cost e acquisti online.  Si possono, anche se forse non è bello dirlo, reciclare regali non graditi, bottiglie e sacchetti di plastica, ma anche evitare l’abbonamento in palestra sostituendolo con esercizi in salotto. I modi per risparmiare sono tanti e spesso noti. Ma ce ne sono anche di molto curiosi. Ecco alcune proposte per stare attenti alle spese, senza per forza rinunciare. Il tema del car sharing e del bike sharing, è già stato affrontato in questa sede, come modo per risparmiare, ma quello che ancora forse non è molto conosciuto, è la moda  di  chi propone di mettere in comune il guardaroba. L’idea arriva da quattro amiche fashion victim londinesi che con 300 sterline al mese a testa acquistano capi griffatissimi per poi condividerli. L’importante è condividere anche taglia e gusti. In Italia, ancora c’è solo e.G.o. a Brescia, ma a nessuno vieta di imitare le apripista londinesi.
Non nuovo in Europa, ma recente in Italia, è invece il co-housing, comunità residenziali in cui si mettono in comune alcuni spazi e servizi, una sorta di villaggio comune, in cui affiancare singole unità abitative a palestre, orti, stanze per gli ospiti, auto ecc. ecc. E se anche affittare un ufficio può essere un vero lusso, un’idea è quella di condividerlo: postazioni “a tempo” (si va dai 10 ai 100 euro all’ora o dai 150 ai 700 mensili), in cui usufruire di pc, internet, sala caffè e riunioni. In Italia troviamo uffici fast & low cost anche nella Capitale. Se poi, noi donne soprattutto, abbiamo bisogno del parrucchiere, non dobbiamo stupirci se ultimante va di moda andare a Chinatown dove siamo sugli 8-10 € per taglio e piega, sui 3 per la manicure. Pochi fronzoli, questo è sicuro, ma la clientela multietnica sembra  molto soddisfatta del risultato.
Acquistare libri è talvolta un lusso per pochi. Per non parlare delle cifre di bibliografie liceali o universitarie. Il mondo dell’usato editoriale è per questo ormai molto diffuso, a partire da Il Libraccio, che è stato il primo a proporre la compravendita dei libri usati, ma anche attraverso gli scambi fra studenti, amici o in rete. E non dimentichiamoci dei prestiti in biblioteca, non solo per quanto concerne il risparmio.  Esistono poi farmaci di cui è scaduto il brevetto e che possono quindi essere riprodotti liberamente, di solito a prezzi davvero competitivi. Per controllare se il vostro farmaco usato è generico, oppure quale farmaco è più economico fra tutti quelli con lo stesso principio attivo, esiste un www.generici.com, che aiuta in questo tipo di ricerca.

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