Roma: arriva una card anche per la musica

aprile 18, 2009 · Archiviato in Risparmio 
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Roma Musica Nuova Card è stata  lanciata sul mercato capitolino dal Comune stesso,  da’ diritto ad uno sconto del 20% sull’acquisto dei biglietti degli spettacoli di musica contemporanea presenti nei cartelloni della stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Fondazione Musica per Roma, dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Accademia Filarmonica Romana.


Grazie a questa importante iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma, per la prima volta, cinque tra le maggiori istituzioni musicali della città danno vita insieme, scambiandosi conoscenze e informazioni, a “Roma Musica Nuova”, una sorta di super stagione, che offre uno spazio senza precedenti alla musica del nostro tempo: sono presenti in cartellone circa quaranta concerti, partiti da  gennaio, ma che proseguiranno fino a  giugno, quindi si è ancora in tempo per godere della buona musica che queste istituzioni molto importanti offrono e che raccolgono alcune delle esperienze più avanzate della produzione musicale contemporanea e dei suoi “infiniti dialoghi” con le altre arti.
Un’ offerta musicale quindi di alto profilo, che mette la Capitale, alla pari con le grandi capitali europee della contemporaneità , come Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam.
Roma Musica Nuova Card verrà  consegnata gratuitamente dopo aver acquistato un biglietto qualsiasi di uno dei concerti di musica contemporanea in programmazione contrassegnati con il simbolo di Roma Musica Nuova.
Ciascuna istituzione (dalla più antica come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla più giovane come la Fondazione Musica per Roma, insieme alle solide tradizioni dell’Opera di Roma e della Filarmonica Romana, e la preziosa “militanza” della IUC- Istituzione Universitaria dei Concerti, in particolare nel repertorio cameristico) si muove sul terreno della contemporaneità seguendo, in perfetta autonomia, i propri generi specifici e la propria politica culturale.
La sfida e gli obiettivi sono però comuni e condivisi: cioè far crescere e maturare un pubblico “diverso”, sempre più ampio, consapevole, e specifico,  per il quale il piacere di scoprire “l’inaudito” sia altrettanto intenso di quello che si prova di fronte alla musica per così dire “commerciale”.

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