Gli italiani continuano a tagliare i costi
Nel 2008 la spesa delle famiglie con reddito medio è scesa del 5%. Tutto questo ha avuto degli effetti, come per esempio nella grande distribuzione, dove i consumi sono calati oltre il 20%, mentre nel settore dei beni secondari si è registrata una riduzione del 6%. Questo è quello che emerge da un’analisi condotta dall’ Adoc, che evidenzia come il carovita e la progressiva perdita del potere d’acquisto hanno spinto i consumatori italiani a rinunciare ai beni e servizi secondari.
Il crollo dei consumi, ha avuto delle notevoli ripercussioni, come era da immaginarselo, nei settori che per molti vengono considerati superflui, come per esempio quello dell’ abbigliamento e delle calzature, che nell’ultimo periodo hanno ridotto le loro vendite del 15%. Neanche i saldi, sottolinea l’Adoc, sono riusciti ad invertire questa tendenza. “La GDO è in grave crisi, nell’ultimo anno abbiamo registrato un calo delle vendite del 20% – afferma Carlo Pileri, Presidente dell’ Adoc – le casse sono deserte, le file inesistenti, come non si è mai visto negli ultimi 10 anni. Mentre la Grande Distribuzione è in crisi, invece, la crescita dei discount aumenta così come quella dei mercati rionali, unici a dare la possibilità alle famiglie di soddisfare le proprie esigenze alimentari senza rimetterci lo stipendio. Ben il 32% dei consumatori, infatti, sceglie di fare la spesa nei discount, il 28% prova a risparmiare andando nei mercati, mentre solo il 24% si rivolge alla GDO e ai supermercati. In crescita, seppur marginale, il ricorso ai negozi online, scelti dal 6% dei consumatori.” Per l’Adoc, se fossero operati tagli alle spese energetiche, ci potrebbe essere un risparmio per la famiglie di circa 2400 euro a fine anno. Con la possibilità di rilancio dei consumi. “Se il costo dei carburanti scendesse sotto l’euro, visto che il costo del petrolio si è attestato sui 40 dollari a barile, ci sarebbe un risparmio per le famiglie di circa 420 euro l’anno – continua ancora Pileri – inoltre, devono calare di almeno il 30% le tariffe energetiche, sia di elettricità sia del gas, producendo così un risparmio a fine anno di circa 450 euro. I minori costi dei carburanti dovrebbero produrre anche un ribasso delle tariffe dei trasportatori, a beneficio dei prezzi dei prodotti alimentari trasportati. Il cui costo dovrebbe, a rigor di logica, ridursi tra il 20 e il 30%. Un taglio notevole alle spese alimentari delle famiglie, che potrebbero risparmiare circa 130 euro al mese, pari a oltre 1500 euro l’anno. L’equivalente di una tredicesima. E’ fondamentale, in questo senso, che la Guardia di Finanza controlli costantemente l’operato degli autotrasportatori. Con un risparmio complessivo per le famiglie di oltre 2400 euro a fine 2009, ci sarebbe la concreta possibilità di un rilancio dei consumi, a beneficio di tutta l’economia.”
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